lunedì 20 novembre 2017
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Riflessioni
  Ontologie  
ESPERIENZE PERCETTIVE SENZA CLASSIFICAZIONI: solo questo conosco!

                                  ECHI E CONTROECHI -

Concetti e preconcetti senza difese.



Arrivare mai  - video art  di alfio catania 2008
Copia di pericolo di stampa 2.JPG 
Still da video -  Arrivare mai -

http://nuke.alfiocatania.com/Videoart/tabid/150/Default.aspx

Il viaggio è la ricerca di quel niente assoluto, di questa piccola vertigine per coglioni.

l..F. Cèline, Viaggio al termine della notte

 

Viaggiare attraverso una notte che sembra non finire, inseguiti dall’inquietudine di arrivare ad un’alba qualsiasi. Siamo una folla di illusi fuggiaschi e la luce all’orizzonte è solo un altro malinteso. La pioggia ci attende puntuale al prossimo crocevia, per riportarci con sé. Annunciamo il nostro arrivo suonando campanelli senza nome, in una città invisibile. Ad attenderci non c’è nessuno, perché noi non ci siamo più. Perduti chissà dove, noi non arriviamo mai da nessuna parte.


Leila  Aghakhani Chianeh






Io non devo morire .
 Video art -  di Alfio Catania -

10.JPG   still da video - io non devo morire

http://nuke.alfiocatania.com/Videoart/tabid/150/Default.aspx
 Prologo


L'angoscia della morte che diventa angoscia di vivere, quella che ci rende fantasmi ancor prima di esserlo. Nell'occidente la morte va nascosta, tenuta lontana da occhi indiscreti, come se non ci riguardasse tutti, come fosse una colpa. La copriamo con un lenzuolo bianco, come quello sotto il quale tentiamo di nasconderci, per fuggire, per non guardare, perché la morte non ci riguarda, la morte non esiste, finché non diventa la nostra morte

Fantasmi in preda all'angoscia del divenire, ecco l'uomo firmato 2008 - Se ci osservassimo da vicino in tutta questa edonostica illusione di vita, smetteremo di fare qualsiasi cosa. La Morte ha perso sacralità e rispetto, ha perso quella parentesi di tempo e rito.
Parla di morte e la gente scapperà via da te, così l'ontologica preparazione necessaria  a atale fenomeno evapora lasciandoci lì a macerare in un infinito che non c'è.
La morte in realtà è deterioramento nel tempo e nello spazio ed è dovuta alla tendenza dello spirito-materia ad isolarsi durante la manifestazione.
LE PRINCIPALI  PREOCCUPAZIONI DEL PRIMATE UOMO SONO SESSO, GERARCHIA E
TERRITORIO, NON ULTIMA LA MORTE - MORIRE  IN QUESTO INIZIO SECOLO DEL TERZO MILLENIO CI APPARE QUASI UN FATTO VERGOGNOSO, INAUDITO E ASSURDAMENTE FACILE -
BRUCIAMO COSì DOLOROSAMENTE PRODUCENDO COSì POCA LUCE  SARà FORSE PER  QUESTO CHE GLI ESSERI UMANI A VOLTE SONO  COSì  FOLLI E TRISTI - MORIRE CI APPARE INCONCEPIBILE, UN OLTRAGGIO TRA TANTE NUOVE INVENZIONI TECNOLOGICHE.  
GLi organismi fanno tutto quello che è nel loro interesse genetico per modificarsi, adattarsi uccidendo o uccidendosi. 
La natura è scaltra  e la ragione ha sempre perso contro contro l'istinto.  La morte, in questo mondo sfasato e sporcato dalla mercificazione della pubblicità ci appare  una cosa innaturale per la quale non siamo stati creati.
é triste avere il desiderio dell'infinito e non poterlo realizzare.
Forse il sonno ci è stato dato per abituarci e prepararci all'oscurità finale?
 Morire è come una carezza di donna o come un'artigliata da belva?
Morire e non dover morire, psichedelia di chi eravamo siamo e non saremo più, benchè
in questi tempi dobbiamo far finta di vivere anche da cadaveri. in questi tempi stiamo tutti contenti perchè questo vuole la gente.

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