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ARCIPELAGHI ( VENICE ) the series 2011
Frammenti isolati, mondi, isole e penisole che si riproducono sulle pareti di una città d'acqua, come frattali ... cambiando fragili ed esposti alle intemperie e al tempo che non perdona e trasforma.

Arcipelaghi
La serie fotografica Arcipelaghi di Alfio Catania è un invito al viaggio attraverso i frammenti di mondi isolati, isolani e peninsulari riprodotti come forme frattali sulle mura di una città d'acqua... fragili, mutevoli ed esposti agli elementi.
Per arcipelago si intende un insieme di isole distinte tra loro, ma accomunate da una sorellanza geografica e geologica. Ed è proprio il dialogare sottomarino tra terre emerse, tra riva e mare, tra pieni e vuoti, tra densità e rarefazione ad affascinare in questo lavoro fotografico. Un dialogo che richiama il modo di essere della malinconia in quanto universo di comportamenti, idee e sentimenti apparentemente frammentari, ma legati da una storia e da una fenomenologia che attraversano la cultura e la civiltà da cui proveniamo.
La tentazione di riconoscere sagome di continenti conosciuti (in serie n. 5 ad esempio) ci abbandona totalmente quando lo sguardo si perde naufragando tra i confini indefiniti della serie n. 3. Ma in tutta la serie di Arcipelaghi, la fantasia non può non spingere il nostro viaggio fino all’alba dei tempi, quando forze telluriche di un pianeta ancora giovane generarono ribollendo queste terre. Salvo essere riportati poi, e nemmeno troppo dolcemente, alla consistenza materiale di Arcipelaghi e alla nostra decadente attualità attraverso i mattoni che occhieggiano nudi nella seconda immagine della serie n. 2. Ma i viaggi sono anche sogni e se il sogno più vero è quello più distante dalla realtà, il viaggio onirico tra questi frammenti di mondi riprende subito, sorvolando distese azzurre pacificate dalla bonaccia, scogli, deserti bruciati da una siccità salina e fiumi che sembrano tracciare simboli alchemici. E non sappiamo più cosa è terra e cosa mare.
Insomma, gli arcipelaghi che l’intuizione di Alfio Catania fa emergere dai muri di certi palazzi veneziani sembrano appartenere al continente perduto di Mu, ai Mari della Luna. Sembrano affiorare dalle infinite profondità dell’oceano della malinconia.
Da questi mondi fatti della materia della lontananza, nessun ritorno è possibile.
Stefania Monica Muti
SOGLIE- the series 2010
Transito attraverso un luogo o spostamento da un luogo all'altro
Mutamento di stato o condizione
condizione intermedia che rivela anche desiderio o imposizione, aneliamo spostarci inconsciamente da un altro posto all'altro tentando di scorgere altre possibilità.Ogni cambiamento implica altre nascite e rinascite speculari alla fine di altri paradossi come la vita morte o l'amore...ognuna invariabilmente concatenata tra loro. Corpi indistinti, abbozzi inquieti, anime senza volti, metamorfosi verso altri stati iniziali.



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FOTOGRAFIE
Ogni opera è tutelata da diritti d'autore riservati - Per informazioni contattare posta@alfiocatania.com
SERIES OBLIVION 2011












Serie Destination
Con Destination, Alfio Catania riunisce, facendo apparire il filo rosso di senso che le accomuna, una serie di fotografie realizzate tra il 2008 e il 2012.
Attraverso una scelta molto libera di tecniche - dal bianco e nero al colore, ai viraggi, dall’uso del mosso e dello sfuocato, alla ricerca di texture formate da pavimentazioni, particolari architettonici o giochi d’acqua e di ombre –questo lavoro si compone di immagini singole o giustapposte in dittici e trittici di grande energia espressiva. Figure umane riprese quasi sempre di spalle e comunque incuranti, o forse ignare, dello sguardo del fotografo, intente ad incamminarsi con determinata indolenza verso destinazioni ignote, avvolte nelle brume notturne, esposte ai tagli di luce del giorno pieno, confrontate ai chiariscuri di percorsi segnati da un’impressione di quotidianità sottilmente desolante.
Ed è proprio la solitudine a caratterizzare questi personaggi, che anche quando si manifestano insieme altri esseri umani (Tentazioni di esistere, Old Friends) esprimono la propria essenza di individui singoli, non per questo infelici, ma sempre insidiati da un vago senso di inquietudine. Nell’ultima immagine del trittico Or May not be, la reiterazione seriale della coppia, due persone letteralmente aggrappate l’uno all’altra, aggiunge al quadro una sensazione di vertigine.
L’atto di incamminarsi di queste figure misteriose è quasi ovunque inserito entro i confini di architetture particolari, come mura di calli veneziane, scalinate, portici e sottoportici, palazzi storici. In I was a ship, la coppia di vecchie navi, come palazzi galleggianti, non sfugge a questa funzione nella costruzione dell’immagine. Molto più che servire soltanto da semplice sfondo o inquadratura, in effetti, questi elementi architettonici conferiscono forza alla composizione fotografica e danno un senso all’andare dei nostri personaggi. Perché il destino non è altro che la forza che ci muove, nello spazio e nel tempo, verso destinazioni già decise.
Ma dove vanno veramente i personaggi rubati di Alfio Catania? Qual è il loro destino?
L’intreccio di destino e destinazione rappresenta la vera fascinazione di questo lavoro fotografico. Ogni opera nasconde e mostra una zona d’ombra, intensa e feconda, in cui gli avvenimenti precedenti e successivi allo scatto del fotografo si connettono tra loro, in una danza di biforcazioni dove i personaggi appaiono liberi di scegliere il proprio destino. Nei dittici e nei trittici, la felice intuizione di non riproporre inquadrature identiche determina l’effetto di un leggero cambiamento del punto di osservazione e della prospettiva, in un gioco di slittamento di spazio e di tempo che alimenta la sensazione di una libertà di fondo.
In questa dimensione caotica e armoniosa, la destinazione di ognuno incrocia un grande disegno universale, dove i concetti culturalmente distanti e divergenti di Provvidenza, Sincronicità, Kharma e Dharma, sono invece prossimi e si arricchiscono reciprocamente.
In conclusione, i personaggi di Destination, solitari ed inquieti, indolenti, determinati ma mai in affanno, visibilmente appesantiti dal proprio fagotto di pensieri, sono liberi di scegliere tra ombre e luci, tra sostare e partire, o, anche, tra le cento stanze affacciate su uno stretto, elegante corridoio.
Eppure questa entità, il destino, aleggia sopra di loro, e anche sopra di noi, ricordandoci che non tutto è coincidenza e che certe mappe le portiamo tatuate sotto pelle
Stefania Monica Muti





















Pericolo d'informazione. 6 scatti - vedi Art in Moviment
Concetto di pena capitale . 7 scatti in - vedi in Art Moviment



THING




REMEMBER THE LIFE OUT AND INSIDE









WORLD AND CUT





EMOTION THIEF





